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Conoscere la Cina

Storia di Hangzhou

Da Vavassori,2014-01-13

Hangzhou è famosa in tutta la Cina per le sue sete e per l’idealizzato Lago dell’Ovest, e nel lungo fiume della storia ha vissuto vicende storiche movimentate. Fu la prospera capitale del Song meridionali, ma tra il 1860 e il 1862 venne distrutta dai Taiping. Oggi non è che un’ombra di se stessa, ma resta una delle principali destinazioni turistiche della Cina.

 

Le origini di Hangzhou risalgono alla dinastia Qin(221-206a.C), ma la città fiorì solo nel Ⅶ secolo grazie al collegamento con il Grande Canale. I Song meridionali fuggirono da Kaifeng per fare di Hangzhou (allora chiamata Linan) la loro capitale, dando un ulteriore impulso al suo sviluppo. Marco Polo, Odorico di Pordenone e altri viaggiatori ne tesserono le lodi, così come fecero molti imperatori cinesi. La lunga e sgradita visita dei Taiping causò la distruzione della maggior parte dei templi e degli edifici degni di nota, sovvertendo le sorti della città.

 

Durante l’era Neolitica la gente delle tribù Hemdu si insediarono a 100 km ad est di quella che ora è conosciuta come Hangzhou. Gli storici credono che queste siano state le prime tribù che stabilirono un insediamento permanente vicino a Hangzhou. Solo all’arrivo della dinastia Qin (221-206 a.C.) emersero insediamenti permanenti, con l’Imperatore Qin Shi Huang che rivendicò, dopo la sua prima visita, la zona di Huangzhou come parte dell’impero.

 

Le mura della città vennero erette durante la dinastia Sui (581-618 d.C.) e il Canale Grande, che partiva da Pechino, fu esteso a Hangzhou. Collegando la città a Pechino, Hangzhou beneficiò immediatamente delle crescenti opportunità commerciali e come conseguenza vide un progressivo aumento nella sua posizione finanziaria e politica. Più tardi, durante la tarda dinastia Tang (618-907 d.C.), la popolazione della città aumentò e il suo status fu elevato ulteriormente facendola diventare la capitale del regno Wuyue nell’ultima parte del X secolo.

 

Gli anni d’oro di Hangzhou furono durante la dinastia Song del Sud (dal 1127 fino al 1279), durante questo periodo prosperò moltissimo e diventò la capitale dell’Impero Song del Sud. In città fiorì l’industria e venne introdotta la religione, con il Taoismo e il Buddhismo scelte come le filosofie preferite. Ancora oggi in città sono presenti alcuni templi che sono sopravissuti dalla dinastia Song del Sud.

 

Durante la dinastia Yuan (1206-1368), Hangzhou fu sotto il controllo dei Mongoli, come il resto della Cina, con la sua cattura nel 1276 per mano dell’armata del Kublai Khan. Verso la fine del XIII secolo, arrivò a Hangzhou Marco Polo e, ispirato da quello che vide la descrisse così: “senza dubbio la più bella e nobile (città) del mondo”. Polo scrisse della grandezza di Hangzhou e anche se i suoi scritti contengono qualche esagerazione, gli storici credono che la città fosse la più grande del mondo nel periodo dal 1180 al 1315 e dal 1348 al 1358.

 

Durante il primo periodo della dinastia Ming (1368-1644), la città continuò a crescere, rafforzata dalle occasioni commerciali e dal suo porto di successo. Quando la baia si ostruì di limo però, il progresso andò verso un’inevitabile discesa. Hangzhou restò a galla nonostante il declino nel commercio, beneficiando dell’industria della seta che era la più importante di tutto il paese. Il successo di questa industria continuò anche oltre la dinastia Qing (1616-1911) e fino ai tempi moderni.

 

Nella prima parte del XX secolo, Hangzhou fu sorpassata da Shanghai per gli scambi e il commercio. Il Kuomintang governò la città dal 1928 al 1949 ma lo status qui fu scosso il 3 maggio del 1949 dall’Esercito di Liberazione Popolare. Nel XX secolo Hangzhou cominciò di nuovo a prosperare, questa volta grazie ad un’iniezione di capitale straniero e da molte delle compagnie più importanti che scelsero la città come base per le loro attività. 

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