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Arte Cinese

Kung Fu

Da Stella,2013-08-05

Esoterico o atletico, il quanfa (il pugilato cinese) è un'arte misteriosa e accattivante. L'affascinante via verso il gongfu (meglio noto come kung fu) per i discepoli è un percorso faticoso, irto di ostacoli, mentre per lo spettatore è uno spettacolo sorprendente e pieno di colore, che lascia intravedere un'abilità straordinaria.

 

Abilità

Gongfu significa semplicemente "abilità" e può indicare perfezione nella calligrafia, nella pittura, nelle arti marziali e in ogni altra attività. Il termine, però, nel tempo si è indissolubilmente legato all'immagine del lottatore estremamente bravo e senza paura. Il concetto è poi stato distorto dalla variante cinematografica: l'eroe furioso, senza paura, capace di tirar calci al cielo. I gwoon (le scuole di kung fu cinesi, guan in mandarino) di tutto il mondo si riempiono così di personalità sospette. Nulla è più lontano dal vero gongfu del combattente rappresentato dal cinema. Il gongfu non sottolinea una flessibilità sorprendente, ma l'abilità di passare rapidamente dall'etereo al solido: una capacità interna, anziché uno strumento esterno. Le "mosse-lampo" spesso caratterizzano chi ha smarrito la via che porta alla maestria. I cinesi chiamano chi fa troppo rumore "mezza bottiglia d'aceto" per lo sciacquettio privo di sostanza che crea. Il bravo studente spesso è anche modesto.

 

Ren - pazienza

Il gongfu privilegia la profondità su ciò che è "nell'aria". "Bei fiori, ma nessuna radice" è un altro proverbio cinese riferito a ciò che fa colpo, ma che manca di solidità. Lo prova l'enfasi data al mantenere a lungo in piedi la stessa posizione: sviluppa le "radici"dello studente e la circolazione del “qi” o "energia" nel corpo; inoltre instilla un altro principio importante: solo la pazienza e la perseveranza portano al gongfu, le cui soddisfazioni sono pari all'impegno profuso. Anche gli studenti dell'arte "morbida" o "interna" del taiji quan (l'ultimo, il supremo pugilato, detto anche "Tai Chi") e del bagua zhang ("Palmo degli Otto Trigrammi"), un'arte marziale esoterica taoista, che usa il palmo anziché il pugno come arma offensiva, devono soffrire per perseguire la loro arte. Gli studenti che arrivano al vero gongfu sono diversissimi dai discepoli all'inizio del percorso formativo. Il cambiamento è sia fisico sia mentale. Oltre a essere consapevoli del loro corpo e delle loro capacità, essi hanno seguito un cammino lungo e duro, dove la perseveranza e il premio hanno valore. Inoltre le capacità acquisite sono ormai diventate parte della loro persona. Ecco da dove nasce la loro umiltà.

 

La scuola "dura" e quella "dolce"

Le tattiche di combattimento sono riconducibili a due gruppi: la scuola "morbida" o "interna" e quella "dura" o "esterna". Alla prima appartiene il taiji quan, caratterizzato da mosse lente e da leggerezza eterea; alla seconda il baimei quan (pugilato del sopracciglio bianco), fatto di colpi e prese rapidi e spietati.

 

Nella forma più pura la morbidezza in pugilato equivale al nulla ed è un obiettivo taoista. Le discipline morbide del taiji quan, del bagua zhang e del xingyi quan (pugilato mente-corpo) si rifanno tutte al credo taoista. Quelle dure quali il laohu quan ("pugilato tigre") e il pugilato del "sopracciglio bianco" sono di ispirazione buddhista. La morbidezza può sembrare la ricetta per la sconfitta, invece il suo obiettivo è quello di approssimarsi un momento al vuoto e un altro alla solidità, così l'attaccante è portato nel nulla e poi respinto da un attacco. Nell'arsenale dolce, taiji è quello più leggero, bagua zhang il più pesante e xingyi quan il più aggressivo. In pratica molte scuole sono un misto di mosse morbide e dure, come si può vedere nel wing chun. Inventato nel XVIII secolo da una tonaca del Tempio Shaolin di nome Ngmui, questa disciplina combina l'elusività e l’arrendevolezza a colpi duri e veloci. Il wing chun fu studiato da Bruce Lee ed è una delle discipline più di successo per i principianti che cercano di impadronirsi rapidamente delle tecniche.

 

Anche lo Zui quan (pugilato ubriaco) mescola mosse morbide e dure. Lo studente si muove come un ubriaco, in uno stato mentale che rilassa il corpo e inganna l'avversario che viene intrappolato. Questo stile richiede molta flessibilità. Tra gli altri stili di pugilato citiamo la "mantide religiosa", i "cinque antenati", il "palmo di sabbia rosso", wuji, la "gru bianca", la "scimmia" e il pugilato "lungo". Chi vuole guardare gli studenti che si allenano o cercare un insegnante può andare in un qualsiasi parco cittadino all'alba. 

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