Attenzione di Kuqa
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Xinjiang

Attenzione di Kuqa

Da Caterina,2018-05-31

Kuqa era un antico regno buddhista situato su un ramo della Via della Seta che correva lundo il confine settentrionale del deserto di Taklamakan nel bacino del Tarim, e a sud del fiume Muzat. Quest’ area si trova oggi nella prefettura di Aksu, Xinjiang. La sua popolazione è stata misurata in 74632 abitanti.

Secondo il Libro degli Han Kucha era il più vasto dei '36 regni dei Territori Occidentali', con una popolazione di 81317 persone di cui 21076 in grado di maneggiare armi.

 

 

Kucha era fortemente influenzata dal pensiero indiano e sciziano, e si dice che sia stata governata dai re indiani. Christopher Beckwith identifica il re di Guzan del Li yul lungbtsanpa che attaccò Kanishka assieme al re di Kucha.

 

 

Per molto tempo Kucha fu l'oasi più popolosa del bacino del Tarim. La lingua, come provato dagli antichi scritti, era il "tocario B", una lingua indoeuropea. Si trovava all'incrocio con le grandi culture di India, Persia, Battria e Cina. Le grandi rovine dell'antica capitale del regno di Guici si trovano 20 km a nord di Kucha. La musica fatta a Kucha era molto popolare in Cina durante la dinastia Tang, in particolare il liuto che divenne famoso in Cina col nome di pipa.

 

 

Il Buddhismo venne introdotto a Kucha prima della fine del I secolo, ma fu solo nel III secolo che la città divenne un grande centro buddhista, soprattutto del ramo Sarvastivada ma, a partire dal V secolo anche del Mahayana. In questo si differenziava da Khotan, un regno Mahayana nella parte meridionale del deserto. Secondo il Libro dei Jin cinese, nel III secolo Kucha contava quasi mille stupa e templi buddhisti. In questo periodo i monaci Kuchanesi iniziarono a viaggiare in Cina. Il IV secolo vide un ulteriore sviluppo del Buddhismo nel regno. Il palazzo venne fatto somigliare a un monastero buddhista, con Buddha scolpiti in pietra, e monasteri sorsero attorno alla città. Nel VII secolo il monaco buddhista cinese Xuánzàng  riportò di cento monasteri, con circa cinquemila monaci prevalentemente di scuola Sarvastivada.

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