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Templi e Monasteri in Cina

Tempio Shaolin

Da Delia,2013-09-03

I monaci guerrieri del tempio Shaolin sono sinonimo di gongfu. Il buddhismo e le arti marziali sono gli ingredienti quotidiani della vita monastica. Il mistero di Shaolin, oggetto di molti film e di molte fantasie infantili, ha origine proprio dalla fraternità religiosa che lo presiede.

 

Il Tempio Shaolin, sui pendii del monte Songshan, tra Luoyang e Zhengzhou, fu fondato nel V secolo d.C. da un monaco di nome Ba Tuo, esperto di arti marziali: Seng Chou, uno dei suoi due discepoli, saliva sui tetti con un solo balzo. Bodhidharma, il saggio indiano fondatore della setta buddhista Chan (Zen), visitò il monastero nel 527 d.C. Egli aveva creato per i monaci una serie di esercizi fisici da praticare dopo i lunghi periodi passati a sedere: così era stato gettato il seme che avrebbe prodotto al tempio la grande fioritura di wushu (arti marziali). A differenza di karaté, taekwondo e kick boxing, le arti marziali Shaolin incoraggiano un senso religioso e uno stile di vita.

 

Il tempio accolse monaci che erano stati respinti da altri monasteri perché eccentrici o dotati di sensibilità artistica, divenendo anche il luogo di rifugio per centinaia di soldati, uomini d'arme e banditi spesso abili nelle arti da combattimento. Questi arrivi regolari protessero il complesso dagli attacchi esterni e il crescente patronato imperiale lo rese più prospero.

 

I monaci di Shaolin erano talvolta chiamati a combattere per la corte; si formò così un esercito stabile di monaci-soldati. In epoca Ming i monaci raggiunsero il loro apice, per declinare poi durante la dinastia Qing. Lungo la sua storia il tempio ha subito molti saccheggi e numerosi incendi, inclusa una visita delle Guardie rosse negli anni '70. Oggi migliaia di aspiranti monaci arrivano al tempio, spesso per seguire un corso intensivo di autodifesa. I contabili del tempio calcolarono molto tempo fa che potevano guadagnare qualcosa nell'aprire le porte ai "laici", e parecchie guardie del corpo hanno appreso qui le arti del colpo mortale. È interessante vedere all'opera gli studenti delle scuole di arti marziali che sono sorte intorno al tempio come funghi; fra questi si contano anche diversi stranieri, desiderosi di diventare i David Carradine del domani, la star della serie TV Kung Fu. Ogni anno migliaia di entusiasti del gongfu vanno in pellegrinaggio a Shaolin. Alcuni rendono omaggio allo spirito di Bodhidharma, altri traggono ispirazione da Bruce Lee o da Jet Kwan Lee, altri ancora sono solo curiosi. Dietro alle macchine fotografiche e alle bancarelle di souvenir, comunque, tutti scoprono un grande monumento: il Tempio Shaolin è ancora la patria di tutte le arti marziali orientali.

 

IL TEMPIO

Nel cortile principale del tempio si erge una serie di stele commemorative, alcune provenienti da luoghi lontani quanto i club di pugilato inglesi. Ciò offre un'idea della forte influenza di Shaolin sull'immaginazione collettiva. Nel tempio principale si trovano tre statue dorate di Buddha e l'effigie di Damo; quest'ultima, posta sul lato destro e un po' nascosta da una tenda di velluto, è riconoscibile grazie alla barba e al volto indiano. Verso il fondo del tempio c'è il Padiglione dello stare in piedi nella Neve, dove un monaco di nome Huihe si amputò il braccio mentre, appunto, era in piedi nella neve per avvicinarsi intimamente all'essenza del buddhismo chan (zen). La vicina Sala Wenshu ospita una roccia somigliante a un bodhisattva. I solchi profondi nel pavimento davanti al Padiglione Pilu, con le pareti coperte di affreschi, furono scavati dai passi di legioni di monaci guerrieri. Nel Tempio Guanyin, a destra, si trovano i famosi affreschi dei monaci in combattimento, riprodotti in moltissimi libri di gongfu. La Sala Chuipu contiene grandi statue di ceramica che rappresentano posizioni di gongfu e di meditazione. Sono illustrati diversi tipi di pugilato Shaolin, incluso il pugno Luohan, uno stile pieno di energia che prende il nome dal famoso Luohan della mitologia buddhista. Purtroppo molti "monaci" si sono messi a mendicare, mentre il resto continua la vita ascetica di combattimento, ignorando il commercio intorno a loro. La famosa Foresta di Dagoba, è situata 200 metri al di sopra del tempio principale, ma non è difficile da trovare: basta seguire la mappa stampata sul biglietto. Nel sito si ergono centinaia di piccoli dagoba, ciascuno eretto per commemorare un monaco famoso. Nei weekend la ressa è al culmine, quindi è senz'altro meglio effetturare la visita durante la settimana. 

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